Marco Biondi | Frattura di scafoide
17457
wp-singular,post-template-default,single,single-post,postid-17457,single-format-standard,wp-theme-bridge,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_grid_1400,qode-theme-ver-17.2,qode-theme-bridge,disabled_footer_bottom,qode_advanced_footer_responsive_1000,qode_header_in_grid,wpb-js-composer js-comp-ver-5.6,vc_responsive

Frattura di scafoide

Frattura di scafoide

La frattura dello scafoide coinvolge una di quelle piccole ossa presenti nel polso e si verifica spesso dopo una caduta con una mano tesa in atteggiamento di difesa. I sintomi includono tipicamente dolore al polso e tumefazione nell’area appena sotto la base del pollice. Bisogna stare attenti a non sottovalutare un dolore al polso che perdura dopo un trauma, spesso alcune fratture possono passare inosservate e dare problemi a distanza di molti anni.

Il trattamento per una frattura dello scafoide può variare dall’immobilizzazione in gesso all’intervento chirurgico, a seconda della gravità e della sede della frattura. Poiché alcune parti dello scafoide hanno già una scarsa irrorazione sanguigna, una frattura può ulteriormente interrompere il flusso di sangue all’osso e determinarne una mancata guarigione (pseudoartrosi).

Cos’è?

Il polso è formato dalle due ossa dell’avambraccio, il radio e l’ulna, e da otto piccole ossa carpali. Le ossa carpali sono disposte su due file o filiere alla base della mano. Ci sono quattro ossa in ogni filiera del carpo. Lo scafoide è una delle ossa carpali che risiede sul lato radiale del polso, appena sotto il pollice. L’osso è importante sia per il movimento che per la stabilità dell’articolazione del polso. La parola “scafoide” deriva dalla parola greca scafoides, che in italiano vuol dire ” forma di barca”, questo perché la sua  forma ricorda quella di una barca con la sua forma relativamente lunga e curva.
L’osso scafoide può essere identificato più facilmente quando il pollice è tenuto in una posizione di “autostop”. Si trova alla base dell’incavo formato dai tendini del pollice. Spesso definita “tabacchiera anatomica”, quest’area è in genere sede di tumefazione e dolore quando si verifica una frattura.

Chi colpisce e perchè si verifica?

Circa l’80% delle fratture dello scafoide si verifica nei maschi, con la più alta incidenza che si verifica tra i 20 ei 30 anni. Nel complesso, si ritiene che le fratture dello scafoide rappresentino l’11% di tutte le fratture della mano. L’infortunio può verificarsi anche durante attività sportive o collisioni di veicoli a motore. Non ci sono fattori di rischio o malattie specifici che aumentano le probabilità di subire una frattura dello scafoide.

I pazienti che riportano traumi diretti da caduta o traumi distorsivi al polso possono creare movimenti anomali e forzati a livello delle ossa del carpo determinando fratture dello scafoide o lesioni del legamento scafo-lunato.

Quali sono i principali sintomi?

I pazienti si presentano con dolore inizialmente generalizzato ma poi ben localizzato nell’articolazione del polso, spesso individuato più verso il lato del pollice. Oltre a ciò, i pazienti possono presentare un ridotto arco di movimento e, in particolare, una ridotta capacità di portare completamente indietro il polso (nota come “estensione del polso”). Con alcune fratture dello scafoide il dolore non è molto forte e può essere scambiato per una semplice distorsione del polso. Quando il dolore non scompare entro 1 o 2 giorni dall’infortunio, questo può essere un segno di frattura, quindi, sarà importante consultare un medico. Il trattamento tempestivo di una frattura dello scafoide aiuterà a evitare potenziali complicazioni.

Esame clinico

Il dolore può essere avvertito nelle varie aree in cui è possibile trovare l’osso scafoide. Una delle aree tipiche di dolore è rappresentata dalla tabacchiera anatomica, una regione alla base del pollice compresa tra strutture tendinee. Il medico può osservare una ridotta libertà di movimento del polso: in particolare, la mancanza di estensione associata a dolore.

Caratteristiche speciali di questa condizione

Lo scafoide è un osso a forma di barca o di fagiolo. Le fratture possono verificarsi ovunque lungo la sua lunghezza, ma la stragrande maggioranza (oltre i tre quarti) si verifica attraverso il centro dello scafoide (corpo). Il sito di frattura dello scafoide ha un impatto significativo sul potenziale di guarigione. Le fratture attraverso il corpo dello scafoide hanno buone possibilità di guarigione con un trattamento conservativo appropriato (circa l’85%). Tuttavia, le fratture verso l’articolazione del polso (le cosiddette fratture del polo prossimale) hanno un aumentato rischio di non guarigione ossea (pseudoartrosi). Ciò è dovuto al minore afflusso di sangue che arriva a quest’area dell’osso e che viene ulteriormente interrotto dalla frattura. Altri fattori di rischio per lo sviluppo di una pseudoartrosi (cioè di una frattura che non guarisce) sono: ritardo nella diagnosi, scomposizione significativa dei frammenti di frattura, fumo.

Indagini

Le radiografie semplici sono il modo più comune per diagnosticare una frattura dello scafoide, che può essere vista come una linea scura attraverso l’osso scafoide. Le fratture dello scafoide occasionalmente non si manifestano alla radiografia iniziale, e in questo caso, se il medico sospetta fortemente che tu abbia fratturato lo scafoide, potresti essere trattato con un tutore e una successiva radiografia, da ripetere almeno dopo una settimana. In alternativa, è possibile eseguire ulteriori indagini, come una scansione RM o una TAC del polso. In alcuni casi la sospetta frattura di scafoide è invece una pseudoartrosi di scafoide: cioè una frattura “vecchia”, che non era mai stata diagnosticata, e che è stata occasionalmente rilevata in corso di un esame radiografico.

Trattamento conservativo

Fratture composte dello scafoide possono essere ben trattate con un gesso di immobilizzazione per un periodo da sei a dodici settimane. L’immobilizzazione è nella maggior parte dei casi sufficiente a far guarire le fratture del polo distale e del corpo della scafode, che hanno un buon apporto di sangue necessario per la guarigione. Il tempo di guarigione varia però da paziente a paziente. Il medico controllerà il progredire della tua guarigione con radiografie periodiche. Potrebbe essere necessario un approfondimento con scansioni TC per garantire che la frattura sia guarita correttamente. Se la frattura presenta un ritardo di guarigione potrà essere utilizzata terapia fisica come la magnetoterapia o gli ultrasuoni, i quali stimolano la formazione di callo osseo.

Trattamento chirurgico

Le fratture dello scafoide che si verificano nel polo prossimale o le fratture scomposte spesso richiedono un trattamento chirurgico. La chirurgia viene solitamente eseguita in anestesia loco regionale (solo il braccio è intorpidito), e in casi selezioni, in anestesia locale. Esistono due tipi principali di chirurgia dello scafoide per le fratture.

Il primo è il tradizionale intervento chirurgico “aperto”. Questo di solito comporta una incisione sulla parte anteriore o posteriore del polso, a seconda del sito della frattura. Il chirurgo identifica la frattura sotto visione diretta e posiziona una vite nello scafoide sotto controllo radiografico. La vite viene sepolta in profondità nell’osso per cui è un impianto permanente che raramente deve essere rimosso. Talvolta può essere necessario il posizionamento di un piccolo innesto osseo per ridare la corretta forma all’osso scafoide.

Il secondo tipo di chirurgia è rappresentato da una più moderna tecnica mini-invasiva, che prevede una piccola incisione di pochi millimetri, chiamata “tecnica di fissazione percutanea”. Questa tecnica presenta il vantaggio di posizionare la vite con minore dissezione chirurgica e minori traumatismi alle strutture circostanti. Nel post-operatorio la riabilitazione è spesso più rapida con la tecnica percutanea a causa del minor trauma dei tessuti molli.

Riabilitazione post-operatoria

I pazienti trattati con vite percutanea mini-invasiva vengono solitamente mobilizzati entro i primi dieci-quindici giorni. Inizialmente il paziente potrà alternare attività di vita quotidiana, senza sforzi, ad un riposo in tutore. Qualora fosse necessario un innesto osseo il periodo di immobilizzazione sarà più lungo.

Richiedi maggiori informazioni
No Comments

Sorry, the comment form is closed at this time.