Marco Biondi | Artrosi e protesi della spalla
17407
wp-singular,post-template-default,single,single-post,postid-17407,single-format-standard,wp-theme-bridge,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_grid_1400,qode-theme-ver-17.2,qode-theme-bridge,disabled_footer_bottom,qode_advanced_footer_responsive_1000,qode_header_in_grid,wpb-js-composer js-comp-ver-5.6,vc_responsive

Artrosi e protesi della spalla

Artrosi e protesi della spalla

L’artrosi è una malattia degenerativa e infiammatoria che distrugge la cartilagine delle articolazioni. Con il passare degli anni diventa una patologia comune, legata all’usura e all’invecchiamento dei tessuti. Nell’artrosi, la cartilagine che ricopre le ossa perde la sua funzione protettiva e le superfici articolari delle ossa iniziano a sfregare l’una con l’altra senza una protezione.

Sebbene non esista una vera cura in grado di guarire l’artrosi, sono oggi disponibili alcune opzioni di trattamento che possono aiutare a migliorare i disturbi conseguenti a questa patologia. Nei casi avanzati l’intervento chirurgico rappresenta l’unico vero trattamento.

Cos’è?

La spalla è un’articolazione molto mobile che unisce il braccio al tronco ed è formata da tre ossa: la clavicola, la scapola e l’omero.

L’artrosi della spalla è una condizione che distrugge il rivestimento esterno (cartilagine articolare) di queste tre ossa. Man mano che la cartilagine si consuma, le ossa dell’articolazione iniziano a sfregare l’una contro l’altra provocando dolore durante i movimenti. L’artrosi della spalla più comune è quella dell’articolazione acromioclavicolare, tuttavia quella più invalidante è rappresentata dall’artrosi dell’articolazione gleno-omerale (tra braccio e scapola)

Chi colpisce e perché si verifica?

L’artrosi di solito colpisce le persone di età superiore ai 50 anni. Nei casi a predisposizione familiare, post-traumatici o secondari ad altre patologie può avere un esordio precoce. L’artrosi è una malattia degenerativa a predisposizione familiare, ma che spesso non presenta una causa riconoscibile. Nel caso della spalla, lesioni della cuffia dei rotatori e una storia positiva per fratture e lussazioni possono predisporre allo sviluppo di un’ artrosi precoce. Importante distinguere l’artrosi dall’artrite: una patologia infiammatoria di origine autoimmune.

Quali sono i principali sintomi?

Dolore aggravato dal movimento, dolore notturno, riduzione del movimento e della forza della spalla, scrosci e rumori articolari.

Il sintomo più comune dell’artrosi di spalla è il dolore. Questo solitamente è aggravato dall’attività ripetuta della spalla e peggiora progressivamente. Il dolore è centrato nella parte posteriore della spalla e può intensificarsi con i cambiamenti del tempo. I pazienti lamentano anche un dolore profondo nell’articolazione.
Il dolore dell’artrosi nell’articolazione acromioclavicolare (AC) si concentra sulla parte superiore della spalla. A volte può irradiarsi o spostarsi sul lato del collo. La riduzione del movimento è un altro sintomo comune: potrebbe diventare più difficile sollevare il braccio per pettinarsi o raggiungere uno scaffale. E’ inoltre possibile avvertire dei rumori (crepitii) durante il movimento della spalla.

L’esame clinico

Sarà importante per il chirurgo valutare la forza e la capacità di movimento della spalla, paragonandola al lato controlaterale. Mobilità passiva e attiva in abduzione, elevazione e nelle rotazioni verranno valutate attentamente dal proprio ortopedico di riferimento.

Indagini strumentali

Per fare una corretta diagnosi possono essere utilizzati esami semplici come una Radiografia ed una Ecografia. Per un approfondimento diagnostico ed una definizione di un corretto iter terapeutico il chirurgo ortopedico potrà avvalersi dell’aiuto della Risonanza Magnetica e TAC. L’artrosi è tuttavia ben identificabile e diagnosticabile con un semplice esame RX

Trattamento conservativo

Il tipo di trattamento dell’artrosi di spalla dipende soprattutto dalla gravità della sintomatologia e dalla limitazione funzionale descritti dal paziente, oltre che dalle sue esigenze funzionali.
Inizialmente un ciclo riabilitativo di fisioterapia potrà essere molto utile per migliorare i movimenti e trattare il dolore. Terapia infiltrativa con cortisonici e acido ialuronico, specie se eseguiti in modo ecoguidato, potranno facilitare il percorso fisioterapico e migliorare la mobilità ed il dolore percepito alla spalla.

Trattamento chirurgico – La Protesi di Spalla

L’usura cartilaginea dell’artrosi è un processo graduale e irreversibile perché la cartilagine è un tessuto incapace di rigenerarsi e guarire. Le moderne protesi di spalla permettono di migliorare la mobilità articolare, il controllo del dolore e quindi la qualità di vita del paziente. La cartilagine della testa omerale e della glena della scapola possono essere sostituite da un’articolazione artificiale, la protesi, permettendo la ricostruzione dei normali rapporti articolari per una migliore qualità di vita del paziente. Ad oggi sono presenti in commercio molti sistemi protesici avanzati che hanno raggiunto livelli ottimali di sopravvivenza a lungo termine. Tuttavia sarà necessario discutere con il proprio chirurgo ortopedico di riferimento la migliore tipologia di impianto protesico da utilizzare.

Tipi di protesi di spalla

  1. Protesi anatomica

Riproduce la normale anatomia della spalla. Indicata in pazienti giovani quando i tendini della cuffia dei rotatori sono integri o riparabili. Utilizzata soprattutto per artrosi primaria

  1. Protesi inversa (reverse)

Inverte la normale conformazione dell’articolazione: la sfera è sulla scapola e la coppa sull’omero. È usata in pazienti con lesioni irreparabili della cuffia dei rotatori. Consente il movimento sfruttando il muscolo deltoide, senza bisogno della cuffia dei rotatori. Ideale per artropatie da cuffia dei rotatori lesionata, reinterventi e gravi fratture negli anziani.

                                                                 

 

  1. Protesi emisferica o parziale (emiprotesi)

Sostituisce solo la testa omerale. Meno comune, usata in casi selezionati (es. pazienti giovani con fratture).

  1. Protesi di rivestimento (resurfacing)

Tecnica conservativa per pazienti giovani, poco utilizzata ma con indicazioni precise

 

Come si svolge l’intervento?

  • Dura in genere 1–2 ore.
  • Può essere eseguito in anestesia generale e/o loco-regionale.
  • L’accesso chirurgico più comune è l’anteriore (delto-pettorale), per cui viene eseguito un taglio nella parte anteriore della spalla
  • Dopo la rimozione delle componenti danneggiate, si impiantano le componenti protesiche (componente omerale e glenoidea).
  • Il paziente resta in ospedale per circa 2-3 giorni.

 

Risultati attesi

  • Riduzione significativa del dolore (fino a scomparsa)
  • Miglioramento della mobilità e della funzionalità della spalla (in base al tipo di lesione e mobilità preesistente)
  • Miglioramento della forza e della funzione quotidiana
  • Alto grado di soddisfazione del paziente
  • Lunga durata: circa 15–20 anni, variabile in base a tipo di protesi, uso e qualità ossea

Percorso riabilitativo

L’intervento chirurgico di impianto di protesi di spalla prevede un ricovero di 2-3 giorni in cui il paziente potrà riprendere la propria autonomia ed eseguire un’ appropriata terapia antidolorifica e antibiotica. Un tutore di spalla dovrà essere indossato per le prime 2-3 settimane, ma dovrà essere tolto a fasi alterne, durante il giorno, per muovere spalla, gomito, polso e mano. Da subito il paziente potrà svolgere semplici attività di vita quotidiana come magiare, lavarsi, pulirsi, eseguire attività semplici in autonomia. Dopo 2 settimane il paziente inizierà la riabilitazione con fisioterapista attenendosi alle indicazioni del proprio chirurgo basandosi sul tipo di impianto protesico e di ricostruzione tendinea eseguiti. Dopo 3-4 settimane il paziente potrà iniziare ad usare l’arto operato per le normali attività di vita quotidiana.

Richiedi maggiori informazioni
No Comments

Sorry, the comment form is closed at this time.